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Ottimizzazione delle Scorte: Motivi e Vantaggi

L’Ottimizzazione delle Scorte è il risultato del bilanciamento fra la disponibilità di magazzino, che consente di garantire alla propria clientela un determinato livello di servizio, e l’investimento finanziario necessario per acquisire, mantenere e gestire le scorte.

Molte aziende non considerano l’importanza di un livello di scorte bilanciato, sia in termini di impatto sulla liquidità, sia in termini di efficacia della propria proposta commerciale. Anche quando viene presa in considerazione l’ipotesi di una ottimizzazione degli inventari, viene fatto con l’obiettivo primario di ridurre i costi. Obiettivo corretto, naturalmente, ma si devono considerare anche e soprattutto i benefici che ne possono derivare in termini di miglioramento della disponibilità dei prodotti verso la clientela e la possibilità di liberare liquidità “intrappolata” nel magazzino.

Se si riduce la focalizzazione dell’obiettivo all’ottica di contenimento dei costi, questa rischia di passare in secondo piano ogniqualvolta viene confrontata con il timore di avere delle rotture di stock; è questo timore che porta a tollerare costi di mantenimento delle scorte in eccesso, impedendo la razionalizzazione degli stock.

Dare la giusta considerazione alle scorte migliora invece la redditività dell’azienda, libera liquidità riducendo i fabbisogni di capitale investito in scorte e contemporaneamente aumenta la soddisfazione del cliente, con conseguente aumento delle vendite.

 

I Costi

I costi totali di mantenimento delle scorte sono la somma di valori riconducibili a ordinazione,  mantenimento, svalutazione e obsolescenza.

I costi di ordinazione derivano dalle pratiche necessarie a ordinare, trasportare, ricevere e allocare i prodotti acquistati all’interno della propria azienda, inclusi i costi derivanti dalle procedure burocratiche e amministrative. Inoltre derivano dal processo di valutazione, selezione e gestione dei fornitori.

I costi di svalutazione riguardano il deperimento o la rottura dei prodotti giacenti a magazzino o di ritorno in seguito a reclami da parte dei clienti; questi hanno come conseguenza ulteriori costi in termini di disservizio e perdita di immagine. I costi di obsolescenza derivano da scorte in eccesso non più vendibili o scarsamente desiderabili da parte del mercato, con conseguente deprezzamento e incidenza di costi di occupazione degli spazi e inventariali.

La terza categoria, i costi di mantenimento, è senza dubbio quella più rilevante, sia per il valore dei costi ivi compresi, sia per l’importanza rivestita da questa categoria all’interno dell’azienda e verso il mondo esterno.

Detti costi sono tanto più elevati quanto più alto sarà il livello delle scorte. Si stima che i costi totali delle scorte incidano per il 20% sul valore del magazzino e per l’1,8-2,3% sul fatturato aziendale; possono essere maggiori o minori a seconda della tipologia di azienda, settore, mercato.

Di seguito una tabella esemplificativa basata sull’incidenza dei valori medi dei costi sul valore delle scorte

Voce di costo % sul valore delle scorte
Oneri Finanziari 2-4
Assicurazione 1-3
Svalutazione e Obsolescenza 2-8
Occupazione di Spazio 4-8
Servizi Generali (Luce, Riscaldamento, Mezzi) 2-6
Totali 11-29

Non bisogna dimenticare che il valore degli oneri finanziari va considerato anche nel caso in cui il magazzino non sia finanziato con capitale di terzi ma con capitale proprio. In questo caso bisogna ragionare infatti in termini di costo opportunità; ovvero quali opportunità di investimento alternative avrei potuto perseguire investendo lo stesso capitale in altro modo? Si sarebbe forse potuto investire in sviluppo commerciale, modernizzazione impianti e così via

 

Il Livello di Servizio

Il Livello di Servizio è il secondo aspetto su cui le scorte hanno un impatto immediato; la sua rilevanza risiede nel fatto che esso influenza direttamente la percezione della qualità da parte del cliente (e il mercato di oggi è governato dal cliente)

Un alto livello di servizio significa infatti merci disponibili alla vendita, tempi di risposta e consegna rapidi, puntualità nelle consegne, livelli di stock snelli, zero difetti nella preparazione degli ordini.

Per questo il Livello di Servizio deve diventare il punto di partenza per l’impostazione della propria strategia logistico-produttiva e commerciale. Ne conseguirà infatti il perseguimento di processi produttivi e di acquisto ottimizzati e magazzini efficienti. Venendo poi inserito nella proposta commerciale dell’azienda come un plus rispetto alla concorrenza meno efficiente, esso consentirà un incremento nelle vendite.

 

Come capire se le Scorte sono Ottimizzate?

Per verificare lo stato delle proprie scorte e dei miglioramenti in atto nel corso del processo di ottimizzazione, bisogna naturalmente misurare alcuni parametri.

L’Indice di Rotazione è sicuramente l’indicatore ritenuto più efficace e immediato per valutare il livello di ottimizzazione del magazzino. Rappresenta il numero di volte in cui un prodotto “ruota” all’interno dello stock; viene infatti calcolato rapportando la giacenza media alla quantità totale di prodotto venduta, o comunque prelevata dal magazzino se si tratta di un componente o di un semilavorato. Un valore elevato è ottimale, perché significa che il prodotto si muove spesso; al contrario un valore basso indica un prodotto “fermo”.

L’indice di rotazione rappresenta anche il tempo di giacenza media del prodotto, che può essere interpretato come periodo di copertura delle scorte, ovvero quanto tempo durerà la mia scorta di magazzino prima di arrivare in Stock-Out. La copertura delle scorte si rivela anche come un collegamento più “visibile” fra la giacenza di magazzino e le richieste del mercato, essendo espressa in termini di tempo (giorni, settimane, mesi).

Altrettanto importanti come indicatori delle performance delle scorte sono la misurazione del Livello di Servizio, che si compie con la rilevazione della puntualità nelle consegne e la conformità delle stesse rispetto alle richieste dei clienti, e l’Analisi Abc, ovvero una classificazione degli articoli sulla base della loro rilevanza in termini di valore, quantità, caratteristiche produttive e importanza per la clientela.

L’ultimo aspetto da tenere in considerazione per avere un corretto livello delle scorte è il Safety Stock, o Scorta di Sicurezza.

La sua principale ragione d’essere è la volatilità e l’imprevedibilità del mercato, che spesso vengono considerate come il principale ostacolo verso il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il Safety Stock si pone infatti a tampone dell’incertezza del mercato andando a coprire proprio l’imprevedibilità, che sarebbe opportuno venisse misurata all’interno di ogni azienda e contrastata con opportuni strumenti di Demand Planning.

La pianificazione delle scorte e la previsione della domanda sono infatti le due componenti principali del Demand Planning: entrambe vengono calcolate sulla base dello storico dei dati di vendita. La previsione della domanda, per definizione, cerca di prevedere, con l’utilizzo di strumenti statistici, quali saranno i livelli di vendita; la Scorta di Sicurezza funge da ammortizzatore andando a compensare l’inaccuratezza implicita nel processo di previsione della domanda.

Non bisogna dimenticare che una parte dell’incertezza può derivare anche dall’inaffidabilità dei canali di fornitura. Anzi vale la pena ricordare che l’incertezza deriva per il 30% dai canali di fornitura; il restante viene per il 10% dall’interno dell’azienda e per il 60% dalla clientela.

Il Safety Stock deve però essere accuratamente determinato, in quanto un livello eccessivo di scorte, mantenuto per tutelarsi dall’incertezza, si rivela prima o poi come un’anomalia pericolosa che porta a performance sub-ottimali, pur non aiutando ad aumentare il Livello di Servizio. Una volta comprese le ragioni dell’incertezza, il Safety Stock deve divenire quindi lo strumento principale per raggiungere l’obiettivo di un’alta soddisfazione del cliente pur con un livello di scorte accettabile e razionale.

Una volta creato il modello che compone il mix fra Livello di Servizio, Domanda, Canale di Distribuzione e Scorte, sarà necessario fare in modo che la realtà dell’azienda vi si avvicini e si mantenga aderente al modello stesso

Marco

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