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L’Indice di Rotazione delle Scorte

Il Magazzino è un punto di transito, nel quale le Scorte vengono stoccate in attesa di essere inviate alla loro destinazione definitiva, che può essere la Produzione o la Vendita.

Se le scorte permangono troppo a lungo in magazzino, significa che qualcosa nel sistema non sta funzionando, o sta funzionando in modo non efficiente. Infatti, ogni giorno che le scorte trascorrono in magazzino, costano in termini di spazio, obsolescenza dei prodotti e manutenzione delle attrezzature; ma soprattutto si vede diminuire il rendimento del capitale investito nelle scorte stesse.

È quindi importante poter misurare l’efficacia della gestione dei materiali a stock, sia che si parli di materie prime, semilavorati o prodotti finiti; lo strumento più adatto e più utilizzato per determinare questa misura è l’Indice di Rotazione.

Esso misura, appunto, la velocità con cui i diversi tipi di merci attraversano il magazzino, esprimendo, solitamente su base annuale, il numero delle volte in cui la scorta ruota nel periodo preso in considerazione.

L’Indice di Rotazione si calcola come rapporto fra le uscite di magazzino del periodo e la giacenza media dello stesso periodo di tempo

Solitamente si usa calcolarlo per un singolo articolo o per una determinata categoria merceologica oggetto di indagine (comprendendo nel calcolo gli articoli che a detta categoria appartengono); si può allargare il calcolo fino a comprendere tutti gli articoli facenti parte dell’assortimento di un’azienda, oppure di uno specifico deposito.

Nel caso in cui il calcolo debba essere fatto per un insieme di articoli (una famiglia, un gruppo merceologico o tutto l’assortimento) è opportuno utilizzare l’indice in valore, per evitare di sommare quantità di articoli diversi e avere quindi dati eterogenei, quindi

Naturalmente entrambi i valori dovranno essere espressi al costo o al prezzo di vendita, per evitare che variazioni nei margini dei singoli articoli possano influenzare l’attendibilità del risultato.

Volendo analizzare l’Indice di Rotazione di un singolo articolo, sarà invece indifferente usare il valore, come fatto sopra, o le quantità come indicato di seguito

È comunque preferibile per il singolo articolo usare il rapporto espresso in quantità, in quanto consente di confrontare in maniera più omogenea lo stesso articolo in diversi periodi, oppure comparare articoli diversi fra di loro, evitando in questo modo di prendere in considerazione valori che possono cambiare nel corso del tempo o fra un articolo e l’altro.

Certamente da preferire è invece l’utilizzo del valore quando si voglia calcolare l’Indice di Rotazione per tutto l’insieme dei prodotti in magazzino, in quanto i numeri necessari al calcolo diventano di più facile reperibilità all’interno dei valori contabili dell’azienda, essendo da esprimere il rapporto fra le uscite del magazzino (in caso di prodotti finiti sarebbe utile usare il semplice Costo del Venduto) e la Giacenza Media delle Rimanenze.

Per quanto riguarda il numero al denominatore, ovvero la Giacenza Media, va detto che l’ideale sarebbe poter utilizzare quantomeno le medie mensili, ovvero la media delle giacenze ad ogni fine mese; questo per evitare, usando il valore puntuale di fine periodo, espressione per esempio del bilancio di fine anno, di utilizzare un numero che non sia rappresentativo dell’andamento del livello delle scorte nel corso dell’anno.

Può certo essere una cautela superflua nel caso in cui non ci siano rilevanti variazioni fra i vari mesi o se non siano presenti fenomeni di marcata stagionalità, che portino ancora a variazioni significative nelle giacenze mensili.

Un interessante indicatore di efficienza derivabile dall’Indice di Rotazione (e ad esso complementare nell’analisi) è il Tempo di Copertura delle Scorte, espresso come il reciproco dell’Indice di Rotazione moltiplicato per i giorni all’anno

Rappresenta il tempo (in giorni) di autonomia del magazzino e la durata della permanenza media delle scorte, corrispondendo al rapporto fra la Giacenza Media e il Consumo giornaliero. Se espresso in valore corrisponde all’impegno finanziario anticipato rispetto all’utilizzo del magazzino. Assume un’interessante criticità quando paragonato al tempo di Replenishment.

Tornando all’Indice di Rotazione, è naturalmente da preferire un suo valore elevato, in quanto questo significa che le scorte ruotano velocemente e molte volte in un anno. Da questo aspetto deriva la primaria possibilità di impiego di questo strumento, ovvero il suo utilizzo come controllo della redditività del Capitale investito in Scorte.

Il valore della giacenza media costituisce infatti, ricordiamolo, un investimento, spesso considerato obbligato e inevitabile, che si traduce in capitale immobilizzato all’interno dell’attività aziendale; questo investimento assume una capacità di generare reddito solo a seconda della sua velocità di rotazione, quindi di rinnovarsi e rendere il recupero del capitale più vicino nel tempo. Così come un investimento finanziario di qualsiasi altro genere produce più reddito, a parità di valore di immobilizzo, all’aumentare della sua rotazione, il Capitale investito in scorte rende maggiormente in corrispondenza di valori elevati dell’Indice di Rotazione.

Questo infatti può essere visto come un alto rapporto fra il valore di capitale transitato dal magazzino e il volume di denaro che mediamente nel magazzino ristagna. Se si guarda al valore delle scorte come a un effettivo investimento, si comprende più facilmente la necessità di fare del magazzino uno strumento di generazione di valore (quindi di reddito) più che di un passaggio obbligato delle merci.

Si deve comunque prestare attenzione a come si valuta il livello dell’Indice di Rotazione: esso va utilizzato con accortezza e può essere un utilissimo strumento per confrontare l’efficacia delle scorte all’interno dell’azienda e così la loro capacità di generare valore. Va però attentamente valutato, in sede di decisioni strategiche, un opportuno valore dell’Indice di Rotazione, sia per articolo che per aggregati; esso deve infatti rappresentare un punto di equilibrio fra la politica delle scorte e i rapporti con i clienti e i fornitori, con le vendite e gli approvvigionamenti.

Un Indice di Rotazione troppo alto, apparentemente eccellente, può nascondere una scorta di sicurezza troppo bassa o un’elevata dipendenza dai fornitori, situazioni potenzialmente pericolose in mancanza di un’attenta e precisa gestione degli approvvigionamenti e di un rigoroso controllo del Vendor Rating.

All’Indice di Rotazione possono inoltre essere subordinate le decisioni in termini di allocazione dei materiali in magazzino, preferendo il posizionamento di materiali alto rotanti in collocazioni più agevoli per ottimizzare il picking e la preparazione degli ordini. Lo stesso criterio si può utilizzare per la gestione degli inventari, differenziando le diverse modalità di conteggio delle rimanenze e la frequenza degli inventari a rotazione a seconda dei valori assunti dall’indice per i vari articoli.

 

Marco

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